Intervista all Arch. Maria Grazia Novo

progettista e proprietaria

 

Come le è venuta in mente l'idea di realizzare una Casa Passiva?

Il percorso che ha portato mio marito ed io a decidere di costruire una Casa Passiva è stato graduale.
Volevamo innanzitutto un'abitazione che non contribuisse a peggiorare la situazione ambientale, che ci permettesse di limitare al minimo le emissioni di agenti inquinanti e al contempo garantisse un comfort [termico, acustico e igrometrico] molto elevato. Durante le ricerche in Alto Adige ed in Austria abbiamo avuto modo di conoscere questo concetto edilizio che ci ha immediatamente affascinati e che abbiamo deciso di adattare al design ed al gusto italiano.

 

Ha avuto problemi rispetto al reperimento dei materiali e della manodopera?

Non in modo particolare, la scelta di utilizzare le tecnologie edilizie tradizionali [struttura in cemento armato, muratura in laterizio ed isolamento in intercapedine] ha ridotto al minimo i problemi correlati al reperimento dei materiali ed alla formazione della manodopera.
Gli unici componenti un po' difficoltosi da reperire solo localmente [finestre e pompa di calore].
Li abbiamo comunque trovati in Alto Adige.

 

Per quanto riguarda gli impianti, la scelta è caduta su una sostituzione tutt'aria. Ci spiega perché?

Questa soluzione permette di contenere notevolmente i costi, svolge la duplice funzione di riscaldamento [o raffreddamento nei mesi estivi] e ventilazione, senza dover ricorrere a due sistemi impiantistici distinti.

 

Un'ultima domanda sui costi. Quanto ha investito in più rispetto ad un'abitazione "tradizionale"?

Nel mio caso non si sono registrati extra-costi di realizzazione rispetto alla stessa casa costruita con comuni standard energetici.
Ciò è stato possibile effettuando delle precise scelte costruttive ed impiantistiche.